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Riflessioni Post-Congresso In evidenza

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La realizzabilità delle chiacchere.

Dobbiamo per forza cambiare, ma quanto è semplice cambiare ?


Torno da un interessante esperienza congressuale in Sardegna, dove era impossibile non godere della location e della bellezza paesaggistica (costume in valigia indispensabile) ma dove altresì si affrontano temi riguardanti il futuro della professione tecnica di Ingegnere. No ! della professione di Ingegnere, senza la parola tecnica, perchè la trasformazione è in atto.

Fa specie vedere più di mille persone che rappresentano centinaia di migliaia di ingegneri in un colpo solo, pensando che è vero, tanto della vita quotidiana dipende da questi pazzi esseri che non vivono ma funzionano. Dal ponte alla diga, dall'abitazione all'apparato per la diagnosi medica, dalla pianificazione territoriale alla robotica, dalla tecnologia che aiuta le disabilità all'aspirapolvere a batteria.

Ragazzi, non scherziamo, ogni giorno volenti o dolenti state bene perchè usate un "robo" od un "coso" nel quale c'è qualche neurone di un ingegnere.

Quindi post social, barzellette e battute sugli ingegneri dovete farli e farne sempre di più. La satira è riservata a chi ha una certa importanza. "Parlate anche male di me, purchè parliate di me" (Oscar Wilde).

Ma perchè sguazzavo così bene in questo contesto (a parte il bagnetto a mare a fine lavori) ?

Perchè il tema della digital transformation ma soprattutto il tema della collaborazione ed interscambio hanno fatto da padroni nelle chiacchere del congresso.

La questione è che "Digital transformation", "Network" ,"Bla Bla" sono parole, e tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" (Cit. EELST) e temo che, con tutta la buona volontà, tanti nell'illusione di applicare questi concetti rimarranno molto delusi.

Fermi tutti ! sono un ingegnere. Se mi dite quali sono i rischi, allora mi adopererò per ridurne l'impatto.

I rischi

Rischio 1 - L'utilizzo degli strumenti WEB per la visibilità. Faccio il sito e uso LinkedIn e Instagram così sono un digital "transformated".

Sicuro che sei in grado di ottenere benefici da quanto pubblichi ? Hai una linea editoriale, uno stile di comunicazione, la padronanza degli strumenti, l'organizzazione per rendere efficiente, efficace e costante la tua comunicazione ?

Sei convinto che oltre al sito su template "Building" o "Engineering" non serva altro ? Che sui social sia sufficiente condividere gli articoli di altri ? Di poter fare questo a tempo perso ?

Qui è facile dire come andrà a finire. Che quanto incontrerai uno serio (occhio che è sempre più difficile schivare i tanti barlafusi) gli dirai: "Ho già speso tanto in merito ma non funziona".

Rischio 2 - Meno costi a tutti i costi. Faccio una società così spendo meno.

Essere convinti che aumentando una organizzazione si riducano i costi è veramente da giocatore d'azzardo inesperto. Ma vediamo in dettaglio:

  • Risparmio sul personale. Posso assumere neo-laureati a stipendi bassi e ridurre il mio costo orario. Perfetto. Solo che il neo-laureato farà esperienza a tue spese fino a quando non arriverà il miglior offerente e dovrai prendere un altro neo-laureato da riformare a tue spese fino a quando non arriverà il miglior offerente e dovrai prendere un altro neo-laureato da riformare a tue spese fino a quando non arriverà il miglior offerente e dovrai..
  • Risparmio sui costi di struttura. Le organizzazioni nelle quali aumenta la complessità necessitano di introdurre strumenti di organizzazione e controllo altrettanto complessi. Mettere in piedi un'organizzazione aumenta i costi di gestione, non li diminuisce, fino a quando la stessa organizzazione diventa virtuosa ed allora arrivano le economie di scala.
  • Possibilità di eseguire lavori più importanti. Si, questo è vero, ma prima devi imparare a delegare e a controllare, da tecnico a manager, visto che la clonazione umana è attualmente fuori legge.

Rischio 3 - Non ho Scelta - Se non faccio la società sono destinato a scomparire

Non è vero. Da che mondo e mondo (ehm.. l'esame di economia lo ho dato qualche giorno dopo l'estinzione dei dinosauri ma ricordo vagamente le acque minerali) il mercato non sarà mai duopolistico, c'è sempre una fetta di mercato destinata alle piccole realtà e inattaccabile dai grandi. Si tratta, certo, di orientarsi nel senso giusto.

Rischio 4 - Aspettando il cadavere - Quella roba lì è per i grandi ed io sono piccolino

Quindi cosa fai, aspetti che quella roba lì possa riguardare i piccolini in modo che quando accadrà sarai impreparato ? Qui ho pure l'esempio esempioso: il Building Information Modeling, BIM. Cosa aspetti a impararlo alla perfezione in modo da essere il primo a proporlo in ambiti che per ora non sono obbligati ad adottarlo ? Porca vacca BIM BUM BAM, essere il primo è il vantaggio competitivo, non aspettare che lo usino tutti e poi rincorrerli !

Rischio 5 - L'unione fa la Forza - Il Network professionale.

Ragazzi, questa è una idea. Il network delle competenze, ognuno a casa sua ma ci si aiuta a vicenda per garantire alta professionalità a 360 gradi.

Si ma sei disposto a fidarti, a presentare i tuoi clienti ad un collega/concorrente, ad agire con trasparenza, forza contrattuale a tutela del partner, lealtà, oppure "intanto gli faccio fare qualcosina e poi vediamo ?" Il network è una cosa seria. Ogni giorno, all'alba, padrini presenziano a duelli tra colleghi che volevano fare network.

Insomma cari miei, poche idee ma confuse, ma ci sta. Il cambiamento è veramente epocale.

E io sono qui, seduto sulla riva del fiume, ad aspettare i cadaveri di quelli che "tanto poi si vedrà" o "ma cosa ci vorrà mai a farlo da me", con un semplice abaco per contarli, che, funzionando da migliaia di anni, non vedo perchè dovrei sostituirlo con altri strumenti di calcolo.

Foto: Il mio Abaco

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