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Il valore della scelta In evidenza

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Cambiare o non Cambiare ? E se poi sbaglio ?

Eccoci a fare qualche riflessione su come scegliere, quindi su come adottare un cambiamento volontario.

Ma non solo. Siamo in un mondo molto, forse troppo dinamico e quotidianamente dobbiamo fare scelte, determinate da una necessità oggettiva oppure da una idea o prospettiva.

Ogni cambiamento è inevitabilmente costoso perchè richiede di adottare nuovi strumenti e soprattutto di dedicarvi del tempo. Quindi meglio non cambiare per non affrontare un costo ?

 

Allora poniamoci delle domande e vediamo se poi vi ritrovate nella mia visione.

I COSTI SONO UNA COSA NEGATIVA ?

I  costi non sono una cosa negativa anzi sono lo strumento necessario ad ottenere profitto. Quando si pensa in modo totalmente negativo ad un costo, è molto probabile che lo si confonda con uno spreco.

Ne è un esempio lampante il processo produttivo in genere, dove l'acquisto di tecnologia, l'adozione di metodologie, la formazione, la ricerca e sviluppo, che inevitabilmente si pagano, portano ad un miglioramento della produttività, della qualità, e della soddisfazione del cliente, permettendo quindi di collocare il bene ad un prezzo adeguato al mercato senza dover vendere "sotto costo".

In altre realtà (Adriano Olivetti lo aveva capito nel secondo dopoguerra) si sostengono costi per garantire qualità dell'ambiente di lavoro, benefit nei confronti dei dipendenti non solo per una visione "sociale" dell'ambiente di lavoro stesso, ma anche per oggettivi benefici economici in fatto di qualità e produttività.

La qualità e la produttività, unite all'innovazione sono ormai l'unica strada vincente in un mondo dove la "concorrenza sleale" di paesi poveri ha reso invana la guerra del prezzo.

E' NECESSARIO CAMBIARE ?

Non è necessario cambiare tutto per forza anzi vi sono strumenti e procedure consolidate che sono la ricchezza stessa di ogni attività.

Peraltro ci sono cambiamenti talmente invasivi e costosi che probabilmente non riescono a garantire la certezza dei benifici.

Ci sono invece anche cambiamenti che possono determinare la sopravvivenza stessa delle attività. E' qui che ci si deve concentare ed avere il coraggio di investire, costi quel che costi.

Una attenta valutazione della riorganizzazione di ruoli e processi, l'adozione di strumenti moderni, la formazione continua non possono nè essere considerati superflui nè lasciati al caso ma possono essere l'unico mezzo per la sopravvivenza nel medio periodo.

E SE IL CAMBIAMENTO E' PEGGIORATIVO ?

Il cambiamento è probabilmente peggiorativo se viene introdotto in una situazione di crisi imminente, senza quindi una accurata valutazione, o se viene introdotto per pura emulazione di altre realtà, anche qui senza valutare le vere necessità della propria organizzazione, magari cambiando proprio quello che era invece distintivo.

Quindi metodo, analisi, valutazione dell'impatto sull'organizzazione, valutazione dell'impatto sulle persone, verifica del mercato, della concorrenza e degli obiettivi a medio termine sono informazioni indispensabili per valutare il cambiamento; a cui ovviamente aggiungere un pizzico di coraggio che non guasta mai.

POSSO CAMBIARE DA SOLO ?

Il Fai Da Te è troppo pericoloso, attenzione !. I cambiamenti non possono essere valutati solo ed esclusivamente da chi è direttamente operativo. La sua visione è inevitabilmente "drogata" dalle abitudini consolidate nel tempo. E' necessario avere un parere (e non una imposizione) esterna perchè solo una visione estranea può introdurre strade, mezzi ed idee che potrebbero essere applicate che spesso non si valutano solo per il fatto che non si sa che esistono. Facciamo così perchè non vi è altro modo di farlo....

 

Foto: Gwyneth Paltrow "Helen Quilley" in Sliding Doors (1998)

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